Trauma

Di Grada Kilomba

“Il trauma, tuttavia, viene raramente trattato quando si analizza il razzismo. Questa assenza è indicativa di come i discorsi occidentali e le discipline della psicologia e della psicoanalisi in particolare abbiano trascurato la storia dell’oppressione razziale e delle conseguenze psicologiche sofferte dallə oppressə. Lə psicoanalistə tradizionali non sono statə in grado di riconoscere l’influenza delle forze storiche e sociali sulla formazione del trauma (Bouson 2000; Fanon 2015). Eppure, gli effetti dolorosi del trauma mostrano che le persone africane e afrodiasporiche si sono trovate costrette a far fronte non soltanto al trauma individuale e familiare nel quadro della cultura bianca, ma anche al trauma collettivo storico della schiavitù e del colonialismo rimesso in scena nel razzismo quotidiano dove di nuovo diventiamo l’Altrə subordinatə ed esoticə della bianchezza. Il trauma e il razzismo quotidiano Vorrei dunque concettualizzare l’esperienza del razzismo quotidiano come traumatica. L’interpretazione psicoanalitica del trauma implica tre idee fondamentali: primo, l’idea di uno shock violento o di un evento inatteso a cui lo shock è la risposta immediata; secondo, la separazione o frammentazione, dal momento che questo shock violento e improvviso priva l’individuo della sua connessione alla società; e terzo, l’idea della atemporalità in cui un evento violento avvenuto nel passato è esperito come nel presente e viceversa, con conseguenze dolorose che colpiscono l’intera struttura psicologica, compresi gli incubi, i flashback e/o il dolore fisico (Bouson 2000; Kaplan 1999; Laplanche e Pontalis 2005). In questo senso, connetto il “trauma coloniale” e il “trauma individuale” per esplorare le diverse categorie del trauma nel razzismo quotidiano: (1) lo shock violento, (2) la separazione e (3) la atemporalità.” 

Lascia un commento